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Pragmata: accessibilità, gameplay e opzioni inclusive nel nuovo titolo Capcom

Oggetto di numerosi rinvii, nessuno avrebbe dato un centesimo a un gunplay basato fortemente su un minigioco arcade; eppure, Pragmata è riuscito a convincere il pubblico, dimostrandosi una ventata d’aria fresca tra i titoli del suo genere. 


Una ragazza bionda in tailleur blu, con la mano tesa, sorride in un laboratorio futuristico. Una figura in armatura si erge alle sue spalle, tra apparecchiature tecnologiche.

Ci troviamo nel futuro prossimo, in una base lunare chiamata "La Culla", dove il materiale estratto (la lunite) viene trasformato in fibra lunica. Questa, tramite stampa 3D, è capace di generare qualsiasi componente della materia conosciuta avvalendosi del supporto di robot e sistemi di Intelligenza Artificiale. Dopo il silenzio radio da parte dei lavoratori umani, un gruppo di scienziati viene inviato a indagare, ma un terremoto lunare decima la squadra lasciando il protagonista, Hugh, ferito e in fin di vita. Per sua fortuna, viene salvato da una misteriosa bambina capace di parlare in codice binario, che si presenterà a lui come una Pragmata: un androide in grado di hackerare i sistemi di IDUS, l’intelligenza artificiale che, come nel più classico dei cliché, si è ribellata agli umani all’interno della base.


Su queste premesse, la struttura ludica di Pragmata ruota attorno al rapporto padre-figlia, simbiotico e necessario per la trama, da cui scaturisce un gunplay fresco e ben bilanciato. Le meccaniche sono semplici: Diana — così battezzata la Pragmata da Hugh — hackera muovendosi all’interno di un minigioco arcade, una griglia composta da nodi con diverse statistiche offensive e difensive, senza la quale sarebbe impossibile abbattere i vari robot che incontreremo. Su questo sistema di hacking si basa ogni meccanica di gioco, che si tratti di una porta da aprire, un nodo da sbloccare o una sezione di mappa bloccata da IDUS.


Scena futuristica di battaglia urbana con figure corazzate, interfaccia digitale che mostra le statistiche dei danni e paesaggio urbano al neon sullo sfondo.

L’accessibilità tra hacking e interfaccia

Parlando di accessibilità, come facciamo di consueto in questa rubrica, Pragmata risulta quindi ludicamente abbastanza complesso, per chi ha compromissioni nella coordinazione di più elementi; nonostante questo, il titolo riesce a essere giocabile sotto diversi punti di vista, accogliendo varie tipologie di disabilità, grazie a uno schema di feature accessibili ben congegnato e implementato. A partire dalla difficoltà iniziale prevede due modalità, facile e normale; nel caso quest’ultima risultasse troppo complessa, il gioco offre la possibilità, ogni volta che veniamo abbattuti, di retrocedere di livello.


Pur sembrando complicata a parole, in realtà la meccanica "hackero e poi sparo" è più semplice di quanto possa apparire, merito anche del fatto che Capcom ne rende immediata l’esecuzione persino per chi ha difficoltà di sorta. Infatti, se la coordinazione tra movimento del personaggio e hacking può risultare ostica, il gioco permette di attivare l'hacking automatico per concentrarsi solo sulla fase shooting.


Oltre all’hacking automatico, chi invece preferisce mantenere la fase in modalità manuale, nella versione PC con l'utilizzo del mouse, tramite l'hackeraggio assistito può regolare la forza della mira assistita al centro della matrice di hackeraggio, ovvero una sorta di aggancio magnetico verso il nodo. Per quanto riguarda invece il movimento del personaggio, sono disponibili i toggle per l’attivazione a pressione singola della corsa, della modalità di mira, dell'eliminazione della fibra lunare e la possibilità di premere singolarmente l'azione per l'hacking.


La configurazione dei comandi, infine, è disponibile sia per controller che per mouse e tastiera in modo completo, permettendo inoltre la scelta dei tasti persino per le interazioni con Diana all’interno del rifugio. Passando per l’HUD, possiamo dire che attualmente è la componente più completa in ottica di accessibilità, pur peccando della mancanza di preset riguardanti il color blind, vale a dire la modalità daltonismo, e di features per il contrasto elevato. Nonostante ciò, ogni elemento dell'interfaccia può essere disattivato singolarmente, con la possibilità di deciderne il colore per le varie tipologie di reticolo.


Anche la tab riguardante la lingua e i sottotitoli è ben fornita: qui infatti è possibile deciderne la dimensione e lo sfondo, attivarne il nome del parlante e l’audio descrizione per i non udenti, scegliendo poi il colore per entrambi gli elementi.


Come si comporta su Switch 2?


La versione Nintendo Switch 2 di Pragmata, come quella di Resident Evil Requiem, nonostante i necessari compromessi tecnici (come la rimozione del rendering dei capelli strand-based e una risoluzione inferiore in modalità portatile) si difende più che bene. Anche... guardando al comparto accessibilità! Pragmata mantiene intatte tutte le opzioni di accessibilità presenti sulle altre piattaforme, beneficiando inoltre di alcune integrazioni specifiche a livello di sistema che ne potenziano l'inclusività.

Il gioco sfrutta appieno le nuove API di accessibilità di Nintendo, che proprio nel corso di quest'anno hanno compiuto un enorme balzo in avanti in termini di inclusività. Grazie al nuovo menu di sistema dedicato è possibile usufruire della mappatura dei tasti avanzata per sovrascrivere i comandi originali con profili personalizzati salvati direttamente sulla console.


Schermata di mappatura dei pulsanti del controller in italiano, che mostra le funzioni dei pulsanti e le opzioni di impostazione. Sfondo grigio con etichette interattive dei pulsanti.

A questo si aggiunge lo zoom di sistema, una funzione di ingrandimento attivabile con un semplice doppio tocco del tasto Home che risulta particolarmente preziosa in modalità portatile per decifrare i dati dei nodi nella griglia di Diana, sopperendo così alla densità di informazioni dell'HUD. 

Infine, sebbene la versione base del titolo pecchi ancora di preset specifici per il daltonismo, gli utenti su Switch 2 possono aggirare l'ostacolo utilizzando i filtri colore integrati a livello di sistema, come l'inversione, la scala di grigi o il contrasto elevato, migliorando sensibilmente la leggibilità dei nemici robotici e dei reticoli di mira durante le fasi più concitate.


In conclusione…

Pragmata si presenta come un titolo che non teme di osare, mescolando una narrativa intima a un gameplay sperimentale che avrebbe potuto facilmente alienare parte dell’utenza. Tuttavia, l'approccio di Capcom dimostra una consapevolezza matura: la complessità del sistema "hack & shoot" viene mitigata da un ventaglio di opzioni di accessibilità che permettono a un ampio ventaglio di giocatori di godersi l’avventura di Hugh e Diana. Sebbene il titolo presenti ancora dei margini di miglioramento — in particolare per quanto riguarda l'assenza di preset per il daltonismo e di una modalità a contrasto elevato — il lavoro svolto sull’automazione dei processi e sulla personalizzazione dei comandi è lodevole. Pragmata insomma è la prova di come meccaniche arcade apparentemente ostiche possano diventare accoglienti, se supportate da una progettazione attenta alle diverse abilità. Un viaggio sulla Luna, che non vuole lasciare indietro nessun astronauta.


Questo articolo lo trovate anche su Switch and Chill, la rivista che parla di videogiochi a 360°.

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2 commenti

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Marco
02 mag
Valutazione 5 stelle su 5.

Bellissimo articolo, recensione molto dettagliata sulla parte relativa all'accessibilità.

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Fede_Ig
01 mag
Valutazione 5 stelle su 5.

Ottimo articolo Daniele, mi hai dato voglia di provarlo!

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