Cloud Gaming: Come Giocare ovunque anche con disabilità
- Marco Campanini

- 8 ore fa
- Tempo di lettura: 6 min

Il cloud gaming sta rivoluzionando il mondo dei videogiochi, rendendoli accessibili anche a chi vive con disabilità. In questo articolo esploriamo come questa tecnologia stia abbattendo le barriere hardware, offrendo nuove opportunità di gioco inclusivo. Vedremo i benefici, le sfide attuali e le prospettive future per un gaming davvero universale.
Dai PC Desktop al cloud: l’evoluzione del gaming
Ve lo ricordate come giocavamo fino a pochi anni fa? Prima dell’avvento delle console? C’era bisogno di PC di fascia alta, se si voleva l’esperienza gaming definitiva bisognava spendere; era necessario crearsi un computer fisso, il classico desktop a forma di torre, pieno di masterizzatori e lettori dvd. Poi sono arrivate le console, che hanno permesso di portare il gaming direttamente nei salotti; prima era appannaggio dei nerds, dei cosiddetti smanettoni, persone capaci di spendere milioni di lire nell’acquisto degli ultimi ritrovati della tecnologia, schede video, schede audio di fascia alta, processori con velocità di clock sempre più elevate, quantità enormi di memoria ram, hard disk, ecc.
Le console hanno consentito di espandere ulteriormente il mercato, raggiungendo una platea di videogiocatori poco incline all’acquisto di PC da modificare, da settare, con driver da aggiornare continuamente; una platea di individui con poco tempo da dedicare al gioco, se non qualche ora di svago alla settimana e con pochi soldi nel portafoglio. La democratizzazione del gaming ha quindi imposto all’industria di portare nelle case soluzioni già pronte, preconfezionate, con accesso immediato al gioco.
In questo continuo processo di democratizzazione, negli ultimi anni si è infine affacciato il Cloud Gaming che è ancora nella sua fase iniziale, ma che già sta attirando l’attenzione delle grandi società.
Per le persone con disabilità, questa evoluzione rappresenta una rivoluzione: giocare non richiede più investimenti in hardware specifico o modifiche fisiche complesse.
Cos'è il Cloud Gaming e Come Funziona
Fino ad un decennio fa, si pensava che non fosse possibile ridurre ulteriormente i costi dell’hardware necessario per giocare.
Questa tecnologia permette tuttavia di giocare a titoli complessi e graficamente avanzati senza la necessità di hardware potente sul dispositivo locale, delegando l'elaborazione a server remoti.
La filosofia è la stessa dietro ai servizi di video streaming: senza possedere il supporto fisico che lo contiene, possiamo comunque vedere la nostra serie TV preferita, che arriva nelle nostre case direttamente attraverso la rete su qualunque schermo che sia connesso e predisposto alla visualizzazione di quel tipo di contenuto.
Così con il gaming da cloud il gioco, indipendentemente dalla sua complessità, può essere riprodotto su qualsiasi schermo, sia esso un telefono, un PC, una TV, un tablet, un monitor, ecc..
Una rivoluzione!
Rivoluzione che non è passata inosservata alle grandi società che hanno predisposto piattaforme ed infrastrutture per gestire il carico richiesto per supportare milioni di potenziali giocatori. Così, hanno aperto le danze, Microsoft con Xbox Cloud Gaming, pioniera assieme a Nvidia con GeForce Now ed Amazon con Luna.
L’utente non scarica e non installa più nulla: il gioco viene elaborato sui server cloud e lo stream video viene inviato in tempo reale, mentre i comandi viaggiano in senso inverso.
Ma oltre a democratizzare l'accesso ai giochi per chi non può permettersi console o PC di fascia alta, il cloud gaming rappresenta una svolta per le persone con disabilità.
Eliminando le barriere hardware tradizionali, apre la porta a un futuro inclusivo, dove i videogiochi diventano accessibili a tutti, indipendentemente dalle limitazioni fisiche o cognitive.
In questo articolo esploriamo come il cloud gaming sta ridisegnando il panorama ludico.
BOX EVIDENZA
Tip pratico: prova GeForce Now o Xbox Cloud Gaming su tablet con assistente vocale per un’esperienza accessibile.
Glossario:
Accessibilità: capacità di essere usato da tutti, indipendentemente dalle abilità.
Controller adattivo: dispositivo personalizzabile per esigenze motorie.
Tecnologia assistiva: strumenti digitali o fisici che supportano l’interazione.
Come il Cloud Gaming Rimuove le Barriere
Secondo il Rapporto Mondiale sulla Disabilità redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla Banca Mondiale, si stima che il 15% della popolazione mondiale, oltre 1 miliardo di persone, sia affetto da una qualche forma di disabilità ed almeno un quinto di tali soggetti affronti difficoltà significative nello svolgimento degli atti quotidiani.
Se a questi numeri aggiungiamo quello che dice il Rapporto sul Mercato Mondiale dei Videogiochi del 2024 di Bain & Company, secondo il quale si stima che nel 2024 i videogiocatori sarebbero saliti a 3,42 miliardi di individui, anche se non esistono numeri ufficiali di quanti siano i gamer con una qualche forma di disabilità, si fa presto ad avere un'idea dell’ampiezza del fenomeno.
Tra questi gamer con disabilità, il cui numero oscuro non appare nelle statistiche ufficiali, molti sono costretti ad abbandonare il gioco a causa di ostacoli causati proprio da difficoltà dovute alla propria condizione, sia essa fisica o psichica.
Il cloud gaming affronta queste barriere spostando il "peso" hardware nel cloud, permettendo personalizzazioni software e l'uso di dispositivi che vengono impiegati nel quotidiano, come smartphone dotati di software di assistenza vocale, tablet con touch semplificato o computer con tecnologie di puntamento alternative.
Consentire il gioco attraverso l’Accesso Universale ai dispositivi che si usano nel quotidiano, adattati alle esigenze specifiche del gaming, permette di ridurre in modo significativo le barriere.
Giochi Tripla A possono ora essere giocati su qualsiasi dispositivo e dunque per chi ha una ridotta mobilità non è più necessario spostare pesanti PC o console (siano esse portatili o meno).
L’immagine classica del gamer accomodato sul divano, per chi vive con disabilità gravissime, lascia spazio a una nuova possibilità: quella di poter giocare direttamente dal letto, anche in situazioni di ospedalizzazione o degenza prolungata. Pensate ai reparti pediatrici, dove spesso una console compare accanto ai letti solo grazie al lavoro di associazioni e volontari. Soluzioni poco sviluppate e quasi mai presenti negli ospedali del paese.
Oggi, grazie al cloud gaming, bambine e bambini ricoverati possono accedere ai loro videogiochi preferiti semplicemente utilizzando un cellulare, un tablet o un dispositivo portatile qualsiasi, senza rinunciare all’esperienza di gioco nemmeno durante le cure. Questa rivoluzione tecnologica porta il videogioco ovunque ce ne sia bisogno, abbattendo gli ultimi confini tra gioco, accessibilità e inclusione.
Il cloud gaming trasforma i videogiochi in un'esperienza "hardwareless", rendendoli più inclusivi e questo comporta una riduzione dei costi significativa. Attraverso abbonamenti mensili di streaming dal costo relativamente contenuto (10 o 15 euro mensili) si ha accesso ad una vasta libreria di giochi, senza che siano necessari esosi investimenti iniziali.
Sfide e Limiti Attuali
Non è tutto oro quel che luccica è un detto al quale nemmeno il cloud gaming, con la sua rivoluzione inclusiva, può dirsi escluso. Tale tecnologia, come ogni tecnologia non ancora completamente matura, presenta ancora limitazioni che ne impediscono una diffusione capillare.
Anzitutto, necessita di una connessione Internet, dunque il gaming su cloud in zone rurali, non coperte dal segnale, non funziona.
Un ulteriore ostacolo ad un'esperienza di gioco soddisfacente, viene rappresentata dalla latenza che si crea nell’esecuzione dei comandi di gioco (latency), tendenzialmente maggiore nel cloud gaming, in quanto il comando viene trasmesso via etere nei data center dove viene eseguito il gioco.
Tale fattore, può comportare l’impossibilità di giocare a quei titoli che richiedono una rapida pressione dei tasti in sequenza. Per chi ha una disabilità fisica l’esperienza di gioco può essere gravemente compromessa; mentre per chi ha una disabilità cognitiva, il mancato appagamento dal gioco può portare a frustrazione e delusione.
La latenza di gioco, il vero problema dietro al cloud gaming, comporta un ulteriore barriera per i gamer con disabilità, dovuta ai difetti grafici come sfocature, artefatti e cali di risoluzione che si creano a causa della compressione video.
Per chi ha disabilità visive parziali, questi problemi rendono illeggibili sottotitoli, icone o indicatori di salute, complicando il riconoscimento di elementi essenziali sullo schermo.
Sebbene non ci siano studi sistematici, testimonianze da community come AbleGamers e Accessibility Days confermano che questi problemi annullano i vantaggi del cloud gaming.
Miglioramenti in codec e connessioni potrebbero aiutare, ma attualmente dipendono dalla stabilità della rete.
CONCLUSIONE
Il futuro del cloud gaming è più roseo che mai. Secondo il rapporto di Mordor Intelligence si stima che entro il 2030 il mercato del cloud gaming potrebbe raggiungere oltre 39,57 miliardi di dollari, con un focus crescente sull'inclusività.
L’azienda Neuralink di Elon Musk, ad esempio, sta “stimolando” l’industria verso un gaming senza necessità di hardware e controller, puntando su interfacce neurali e comandi mentali.
Questa evoluzione cancellerà molti ostacoli fisici, offrendo nuove modalità di interazione anche a chi ha importanti disabilità motorie o sensoriali.
Parallelamente, gli sviluppatori stanno lavorando su algoritmi IA (Intelligenza Artificiale) che personalizzano l’esperienza di gioco in tempo reale, adattando livelli di difficoltà e interfacce all’utente. La collaborazione tra industria, ricercatori e associazioni di utenti può creare un ecosistema davvero inclusivo, in cui chiunque può accedere e divertirsi senza barriere. Il cloud gaming, così, si trasforma da semplice trend tecnologico a strumento di equità sociale. Resta tuttavia indispensabile superare i limiti legati alla latenza di banda. Con la diffusione del 5G, l’espansione della fibra ottica e il perfezionamento delle tecnologie di compressione dati, è lecito sperare che queste criticità vengano risolte nel prossimo futuro, spalancando definitivamente le porte a un’esperienza di gioco universale e accessibile senza hardware e controllers.
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