Ace Combat 8: Wings of Theve - non spicca in volo l'accessibilità

Da appassionato della saga fin dai primi Ace Combat arrivati su Xbox (ricordo ancora l’asso Ilya Pasternak di Ace Combat 6: Fires of Liberation), devo ammettere che nessun capitolo mi aveva trasmesso un livello di attesa e curiosità paragonabile a quello di Ace Combat 8: Wings of Theve. Negli anni ho visto la serie evolversi, passando dalla pura spettacolarità arcade a produzioni sempre più ambiziose sotto il profilo tecnico e narrativo, ma questo nuovo episodio aveva tutte le carte in regola per rappresentare il salto generazionale che i fan aspettavano da tempo.
Le premesse iniziali
Senza entrare nei dettagli per evitare qualsiasi spoiler, la storia si apre in un contesto geopolitico estremamente teso, in cui una nuova crisi internazionale rischia di trasformarsi rapidamente in un conflitto su larga scala.
Come da tradizione della serie, il giocatore veste i panni di un pilota da combattimento d'élite coinvolto in una campagna militare che, missione dopo missione, assume una portata sempre più ampia. Intrighi politici, alleanze fragili, operazioni segrete e scontri tra assi dell'aviazione costituiscono il cuore dell'esperienza narrativa.
Pur mantenendo il tono epico e drammatico tipico della saga, la narrazione appare più personale e coinvolgente rispetto al passato, cercando di mettere il giocatore direttamente al centro degli eventi.
Per fare questo, Namco Bandai, come contorno, ha ulteriormente ampliato l’universo, rendendo disponibile gratuitamente su Youtube una mini-serie live-action di 4 episodi, che anticipa gli eventi narrativi che vivrete nel gioco.
Ma bando alle ciance e passiamo direttamente al gioco vero e proprio.

Un inizio sorprendente: sentirsi davvero un pilota
La prima grande sorpresa arriva sin dai minuti iniziali. Le classiche sequenze animate della serie lasciano il posto a un approccio decisamente più moderno e cinematografico: molte scene narrative vengono infatti mostrate in soggettiva utilizzando direttamente il motore di gioco. In diversi momenti il confine tra filmato e gameplay diventa quasi impercettibile.
In molte scene vi ritroverete a guardare il vostro casco da pilota in mano mentre pensieri vi invadono la testa. L'effetto è incredibilmente immersivo.
Si osserva l'equipaggio che prepara il velivolo, si sale in cabina, si percepiscono le vibrazioni dei motori e si viene accompagnati gradualmente verso il decollo. In alcune di queste sezioni il giocatore può persino effettuare piccole interazioni, aumentando ulteriormente il senso di presenza e di immersione.
Per la prima volta nella serie ho avuto la sensazione non di controllare un aereo, ma di essere effettivamente seduto all'interno del cockpit, dal preparativo fino al termine dello scontro quando si scende dal velivolo. È una differenza sottile sulla carta, ma enorme durante l'esperienza di gioco.

Grafica e comparto tecnico: i muscoli dell'Unreal Engine 5
L'adozione dell'Unreal Engine 5 rappresenta probabilmente il maggiore passo avanti tecnico mai visto nella saga.
Gli scenari risultano enormemente più ricchi di dettagli rispetto al passato. Le montagne mostrano una complessità geometrica impressionante, le città sono più vive e credibili e le superfici riflettono la luce in modo estremamente naturale.
Ma è soprattutto il cielo il vero protagonista. Le nuvole volumetriche raggiungono un livello qualitativo impressionante e diventano parte integrante del gameplay e non per modo di dire: se infatti proverete a sparare attraverso piccole nuvole o cumulonembi più ampi, l’esplosione comporterà la loro erosione o modellazione dinamica (n.d.r. tale feature ha richiesto parecchio tempo agli sviluppatori per essere implementata). Attraversarle poi durante un inseguimento ad alta velocità crea situazioni spettacolari e cinematografiche che raramente si sono viste in altri giochi del genere.
Il giocatore che presta importanza agli aspetti visivi ha la possibilità di scegliere tra Modalità Qualità e la Performance.

In Modalità Qualità il gioco offre il massimo livello di dettaglio disponibile.
Texture ad altissima risoluzione, illuminazione particolarmente avanzata e una quantità impressionante di elementi su schermo rendono ogni missione un vero spettacolo visivo. Osservare un'intera formazione di caccia emergere dalle nuvole durante l'alba è uno di quei momenti che restano impressi.
La Modalità Performance riesce invece a mantenere un'eccellente nitidezza generale garantendo una fluidità superiore, fondamentale durante le fasi più concitate.
Le rinunce visive risultano contenute e difficilmente percepibili durante l'azione. Per molti giocatori rappresenterà probabilmente la scelta ideale, soprattutto considerando la natura estremamente veloce dei combattimenti aerei.
Missioni
Per quanto riguarda la struttura delle missioni, non vi sono particolari novità rispetto ai titoli precedenti. Abbiamo un numero di missioni singole determinato, che devono essere concluse senza mai venire abbattuti, costringendoci a giocare ininterrottamente almeno per 15 o 25 minuti prima di completare il livello e poter procedere al salvataggio.
Nessun salvataggio manuale, dunque. In caso di morte, dovrete ricominciare daccapo. Nelle missioni più lunghe invece dove l’operazione militare risulta divisa in due fasi, è stato implementato un checkpoint automatico durante il volo oppure durante una fase obbligatoria di rifornimento.
Nonostante una campagna notevolmente più grande, la longevità complessiva del titolo si stima in 25 ore totali, includendo le cutscenes ed il numero maggiore di missioni.
Qualcuno di voi potrà arricciare il naso e trovare questo meccanismo parecchio frustrante (almeno per quei giocatori che hanno poco tempo e preferiscono interrompere il gioco per poi riprenderlo successivamente durante una pausa e l’altra), ma vi assicuro che non è così.
Siamo davanti ad una caratteristica fondamentale di Ace Combat, che non fa altro che aumentare il realismo complessivo. Vi costringe a rimanere impegnati e concentrati. Tanto nella missione vera e propria quanto nel briefing.

Ogni missione, infatti, necessita di essere pianificata. Seppur non in maniera dettagliata, trattandosi pur sempre di un titolo arcade, ma per chi vuole, può selezionare l’aereo da pilotare e decidere perfino quello più adeguato dei compagni. Non tutte le missioni richiedono missili aria-aria, in alcune dovrete colpire degli obiettivi di terra, per cui servono velivoli adeguati con missili aria-terra. Ma non disperate, esistono due barre, che indicano se l’armamentario scelto è sufficiente per completare la missione o necessita di adeguamento.
Al termine, è presente inoltre la possibilità di rivedere il replay della missione con inquadrature scelte automaticamente dal gioco per aumentare l’effetto scenico, molto utile per chi intende condividere le proprie acrobazie sul web (n.d.r. non fatelo se come il sottoscritto impugnate la cloche come un ubriaco).
Gameplay e Dogfight
Se la grafica colpisce immediatamente, è il gameplay a confermare l'eccellenza dell'opera.
Ace Combat 8 mantiene intatta la filosofia arcade della serie, ma introduce una sensazione di controllo più raffinata e precisa.
I velivoli appaiono più reattivi, senza perdere la loro personalità. Ogni caccia possiede un comportamento riconoscibile e richiede un approccio leggermente differente.
Le dogfight (n.d.r. per chi non lo sapesse è il termine con il quale in ambito militare vengono indicate le battaglie aeree a vista) rappresentano il punto più alto dell'intera esperienza.

Gli inseguimenti tra canyon, le manovre evasive ad alta velocità e gli scontri tra assi nemici generano continuamente momenti memorabili. Le battaglie risultano più dinamiche grazie a un'intelligenza artificiale migliorata che sfrutta maggiormente l'ambiente circostante e reagisce con maggiore aggressività alle manovre del giocatore.
Il sistema di aggancio dei bersagli continua a essere immediato e intuitivo, ma le battaglie richiedono una maggiore padronanza delle traiettorie e della gestione dell'energia del velivolo.
A questo proposito, portarlo a termine non sarà una passeggiata, i giapponesi sono abituati a farci soffrire, nei giochi portano le sfide per il completamento dei livelli al limite, fino a renderle a tratti estenuanti. Sotto questo profilo Ace Combat 8, non si discosta da altri giochi.
L'accessibilità non spicca il volo
Qui purtroppo, aimè, arriviamo alla parte meno entusiasmante dell’intera produzione.
Se da un lato Ace Combat 8 rappresenta infatti uno degli sforzi più importanti mai compiuti dalla serie, dall’altro lato non possiamo tuttavia non notare che le opzioni di accessibilità vere e proprie per le disabilità restano davvero limitate. Venendo da recensioni di titoli come Forza Horizon 6 e altri simulatori di volo, anche spaziali, il divario in negativo è particolarmente evidente.
Accessibilità sensoriale
Dal punto di vista dell'accessibilità sensoriale, Ace Combat 8 compie un importante passo avanti rispetto ai capitoli precedenti, ma come ho detto poc’anzi, non basta.
Le numerose informazioni che caratterizzano una missione aerea, come bersagli, alleati, obiettivi, minacce in avvicinamento e indicazioni di navigazione, sono presentate attraverso un'interfaccia non eccessivamente personalizzabile salvo la possibilità di cambiare l’HUD ed i marcatori da verde a violetto.

Questo è l’unico parametro per chi soffre di daltonismo e permette di identificare con maggiore facilità gli elementi essenziali durante le fasi più concitate del combattimento, anche se la confusione dei numerosi elementi presenti nell’Hud dello schermo, non diminuisce.
Non vi nascondo inoltre la delusione, nella personalizzazione dei sottotitoli, ma mi è capitato spesso, non solo durante il combattimento, ma anche nelle cutscenes, di perdermi dei sottotitoli perché i caratteri sono di colore bianco e si confondono con il colore dello sfondo (immaginatevi di leggere i messaggi radio dei vostri compagni, in mezzo alle nuvole). Abituato con giochi dove potevo scegliere il colore dello sfondo dei sottotitoli, capite bene l’amarezza.
Particolarmente efficace risulta invece il sistema di evidenziazione degli obiettivi, che riduce il rischio di perdere di vista bersagli o waypoint sullo sfondo di scenari estremamente dettagliati.
Le deludenti opzioni di accessibilità visiva tuttavia vengono supportate dall'attenzione e alla cura riposta nell’accessibilità uditiva.
La presenza di indicatori visivi per eventi importanti, come l'arrivo di un missile, il cambio di obiettivo o gli avvisi critici, consente di comprendere efficacemente ciò che accade anche senza fare affidamento esclusivamente allo schermo.
Si tratta di una caratteristica particolarmente importante in una serie in cui la radio rappresenta tradizionalmente uno degli strumenti principali per trasmettere informazioni al giocatore. Il risultato è un'esperienza che rimane comprensibile e coinvolgente anche per utenti con deficit uditivi significativi.
Accessibilità motoria
Anche se non eccelle, l'accessibilità motoria rappresenta probabilmente uno degli aspetti meglio riusciti.
Merito sicuramente della curva di apprendimento costruita per non lasciare indietro nessuno. La critica è concorde nel parlare di gioco con l’entry-point più accessibile. I novizi possono infatti giocare immediatamente alla serie senza essere degli ingegneri esperti nelle simulazioni di volo. Infatti i tutorial sono graduali ed anche i livelli di difficoltà consentono di settare il gioco venendo incontro alle esigenze di chiunque. Per chi poi volesse cimentarsi unicamente nel volo vi sono missioni di volo libero che avvicinano il titolo ai simulatori veri e propri.

Il punto di forza più evidente è il doppio schema di controllo. Modalità Standard semplifica sensibilmente le manovre: lo sterzo è più diretto e meno “fisico”, riducendo il carico sugli stick e permettendo di concentrarsi sul targeting e sulla gestione della velocità. Modalità Esperto, invece, restituisce un controllo più completo (roll + pitch) e richiede una coordinazione maggiore. Ho apprezzato la possibilità di passare da uno all’altro anche a missione iniziata: in più di un’occasione, dopo una lunga sessione, sono tornato a Standard per alleggerire la tensione sulle mani senza dover interrompere il volo.
Per contro devo segnalare che le opzioni di accessibilità non si possono cambiare a missione iniziata, occorre uscire nuovamente nel menù prima del debriefing, cosa che mi ha lasciato alquanto perplesso.
Sensibilità degli stick, zone morte e inversione degli assi invece sono regolabili e funzionano in modo chiaro. Esistono anche alcune assistenze utili, come la riduzione dei danni da collisione, che evitano di dover correggere continuamente la traiettoria con micro-aggiustamenti. Queste opzioni aiutano a tenere sotto controllo l’affaticamento, soprattutto nelle missioni più lunghe e caotiche.
Tuttavia, la personalizzazione dei comandi non è all’altezza delle aspettative. La rimappatura risulta piuttosto rigida: non è sempre possibile spostare liberamente ogni funzione sui tasti o sui bumper preferiti, e questo limita le possibilità di adattamento per chi utilizza layout personalizzati o ha esigenze motorie specifiche.

Per molti giocatori con difficoltà motorie sarà sufficiente e apprezzabile; mentre per chi ha bisogno di un controllo più specifico sui singoli input, le limitazioni si faranno sentire.
In linea di massima la prova mi ha convinto ancora di più, anche se non ce n’era bisogno che un titolo di simulazioni di combattimenti aerei arcade non sia idoneo in generale per chi ha una disabilità motoria importante, non stiamo parlando di un simulatore di volo, dove hai pochi comandi, qui il tutto si svolge in maniera frenetica. Vi sono missioni dove addirittura il fallimento non dipende nemmeno dal vostro comportamento ma dall’abbattimento di un veicolo che stavate scortando.

In conclusione
Ace Combat 8: Wings of Theve rappresenta il punto più alto raggiunto finora dalla serie.
L'impatto visivo garantito dall'Unreal Engine 5 è devastante, l'eccellente sistema di combattimento, la maggiore immersione narrativa e il notevole lavoro svolto per avvicinare il gioco ad un pubblico nuovo poco incline ai combattimenti aerei, contribuiscono a creare un'esperienza che riesce a soddisfare sia i veterani sia i nuovi arrivati.
Da fan storico della saga, è esattamente il tipo di evoluzione che speravo di vedere dopo anni di attesa. Mantiene intatta l'anima di Ace Combat ma la proietta finalmente nella nuova generazione, con una narrativa immersiva e personaggi dotati di spessore che rimarranno nell’immaginario collettivo dei fan (Tasha davvero kawai).
L'accessibilità, invece, compie un balzo in avanti rispetto ai capitoli precedenti ma rimane non all’altezza delle grandi produzioni attuali. Ad ogni modo questo non inficia la bontà complessiva del titolo; titolo che ogni appassionato di combattimenti aerei dovrebbe quantomeno provare.




Commenti