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Halo: Campaign Evolved – Un remake che rende il futuro più accessibile



Lo conoscete tutti, Halo è uno di quei giochi di fama mondiale, chiunque almeno una volta nella vita l’ha provato, magari ha tenuto solo in mano il Joypad, per fare compagnia al figlio, qualche istante, oppure durante le feste. Halo in questo senso è come Mario Bros, sono quei giochi che ridefiniscono il genere videoludico, che sono conosciuti anche solo per il nome che portano.


Per l’anniversario dei 25 anni dalla sua uscita, Microsoft non poteva dunque esimersi dal non pubblicare un remake del suo gioiello di punta. Da un lato per provocare il sicuro effetto nostalgia per i giocatori della vecchia guardia, dall’altro per beneficiare della moda attuale dei remake di titoli famosi, pratica dal successo commerciale assicurato con un dispendio di risorse più contenuto, nell’attesa di un capitolo tutto nuovo, magari con l’uscita delle console di nuova generazione come Project Helix.


Con la mia recensione non presterò attenzione alle polemiche ed alle critiche fatte al titolo, come sempre, quelle che seguono sarà l’opinione di un videogiocatore della prima ora, che ha giocato a tutti i giochi della serie.


Non vi nascondo, l’emozione che ho provato, non appena è comparsa la schermata del menù, sentire il la musica riprodotta con l’Anello Alpha Installazione 04 sullo sfondo, mi ha fatto venire la pelle d’oca. Come avviene nelle scene successive, i momenti epici si sprecano.



Impressione generale del gioco

Come anticipato, il feeling con il gioco originale, nel gameplay e nella struttura è rimasto sostanzialmente inalterato. Le novità introdotte sono tali da soddisfare tanto chi voleva novità che potessero giustificare l’acquisto senza tuttavia andare a minare chi non desiderava un allontanamento dall’esperienza originale.


Un ulteriore motivo sono soprattutto le tre missioni bonus aggiuntive che raccontano un antefatto con Master Chief e il Sergente Johnson prima degli eventi narrati nel gioco e dunque dello schianto della Pillar of Autumn su Halo. Non durano molto, ma offrono comunque ambienti variegati con alternanza di parti al chiuso e sezioni all’aperto in mondi completamente nuovi.

 

Come FPS Halo ha mantenuto inalterata la sua struttura, introducendo alcune novità, come la mira "smart-link", la corsa o Sprint per muoversi più rapidamente nelle aree di gioco, un roster di armi ampliato, appannaggio dei capitoli successivi come il Battle Rifle e la Lama di Energia. Alcuni piccoli ritocchi alle armi con la riduzione dei proiettili nell’Assault Rifle, per rendere il gioco più frenetico.


A livello tecnico sia di fronte ad un gioco ricostruito da zero utilizzando l’Unreal Engine 5, dunque a differenza dell’edizione Anniversary dove vi era solamente un restyling del motore originale, qui il lavoro ha richiesto l’abbandono del motore proprietario. Questa scelta ha permesso di beneficiare della tecnologia di Illuminazione globale avanzata tipica del motore di Epic Games. Gli effetti particellari e le strutture dei Precursori sono iper-dettagliati.


 

Se questo effetto porta il gioco anni luce avanti ai suoi predecessori, non convince interamente. Ammetto che l’effetto meraviglia e stupore, almeno nel sottoscritto, è sparito piuttosto velocemente. Vedendo il livello di dettaglio e la qualità dei giochi attuali, questo Halo Campaign Evolved non convince appieno, almeno per quanto riguarda gli interni.


Dell’operazione restyling, sicuramente più riuscite sono le ambientazioni esterne, che mantengono la stessa magnificenza del gioco originale, stupendo in più di un’occasione.

Nelle cutscene , almeno per quanto riguarda la versione su Xbox S, ho incontrato problemi di stuttering ( n.d.r. fluidità dell’immagine in cui il video non scorre liscio come dovrebbe).


Sicuramente l’ampiezza della mappa ha portato a scelte necessarie nel livello di dettaglio. In ogni caso, se c’è qualcosa di veramente Next-Generation nel titolo sono proprio gli effetti di illuminazione che cambiano totalmente il gioco.


L'accessibilità in Halo: Campaign Evolved

Passiamo alla parte centrale della recensione, l’accessibilità.

In linea generale possiamo dire che l’accessibilità è piuttosto curata, anche se in alcuni anfratti mostra lacune soprattutto per chi ha una disabilità che interessa il nervo ottico.  


L’avvio del gioco parte piuttosto bene: dal menu iniziale è possibile impostare Sottotitoli personalizzabili (con testo ad alto contrasto e scalabile nella dimensione), filtri per le tre principali forme di daltonismo, comandi completamente rimappabili e una narrazione vocale dei menu attiva di default.


Tutto questo non bisogna darlo per scontato, nemmeno in un titolo Tripla A del 2026 e dunque sono opzioni la cui presenza non può che essere guardata con favore.


Quando si vuole modificare l’accessibilità, per chi ha una disabilità, uno degli aspetti principali sul quale si mette mano non appena avviato il gioco, prima ancora di procedere con le altre opzioni, sono sicuramente le modifiche che permettono di personalizzare il testo e i sottotitoli. Bisogna dire che in questo caso il team di sviluppo di Halo Studios, ha fatto davvero un lavoro enorme.


Partendo dalla personalizzazione del Testo, abbiamo una Scala di testo globale che consente di scegliere tra tre tipologie di dimensioni, per chi non vuole, personalizzare ogni singola categoria di testo del gioco.

Qualora, invece vogliate personalizzare ogni singolo elemento di testo del gioco, (Testo Interfaccia, Testo Interfaccia Schermo Condiviso, Testo Chat Vocale), allora le singole opzioni effettuate andranno ad annullare l’impostazione globale. Molto pratico, tanto per i giocatori che hanno una disabilità visiva ma non vogliono perdere troppo tempo nelle singole personalizzazioni,  tanto quanto per coloro che intendono intervenire più nel dettaglio in ogni singolo aspetto.

 


I sottotitoli è dunque possibile attivarli e personalizzarli in diversi modi, scegliendo colori differenti per alleati, nemici, personaggi neutrali e dialoghi. Inoltre, il giocatore può modificare dimensione del testo, peso del carattere e spaziatura tra le lettere, ottenendo una leggibilità migliore in base alle proprie necessità visive o cognitive.

 

Halo include inoltre strumenti dedicati ai giocatori con difficoltà nella percezione dei colori. È possibile applicare diversi filtri per il daltonismo e regolarne intensità, luminosità e contrasto, così da migliorare la distinzione tra elementi dell'interfaccia e oggetti presenti sullo schermo. Queste opzioni permettono di adattare la resa visiva alle esigenze individuali senza compromettere l'esperienza di gioco.

 

Per rendere il gioco maggiormente accessibile, sono inoltre previste le Impostazioni di Notifiche Globali, riguardanti i suggerimenti contestuali che possono essere mantenuti attivi per spiegare comandi e funzionalità, mentre gli obiettivi di missione possono rimanere sempre visibili nell'interfaccia. Sempre sulle notifiche è inoltre possibile agire sul tempo di visualizzazione delle stesse e dei messaggi temporanei, riducendo così il rischio di perdere informazioni importanti.

 

Infine, per i giocatori sensibili agli effetti di movimento, Halo consente di modificare alcuni elementi dell'interfaccia: gli sfondi animati dei menu possono essere disattivati e l'opacità dello sfondo può essere regolata per migliorare il contrasto e la leggibilità delle voci presenti nei menu.



Per chi ha una disabilità visiva importante con cecità totale o parziale, fondamentale è la narrazione dei menu e di quello che avviene nello schermo che deve essere fluido, con voci che non stancano e che consentono di ottenere informazioni tempestive, utili e chiare. Per venire incontro a tale esigenza, Halo integra uno screen reader.  


Per chi invece preferisce giocare in coop, c’è inoltre un widget di chat vocale text-to-speech e speechto-text per agevolare la comunicazione con i compagni.

Purtroppo, la lingua italiana, seppur attivabile, non legge lo schermo e risulta quindi inutilizzabile. Al momento della stesura di questa recensione non ho individuato informazioni ufficiali che spieghino l'assenza della localizzazione italiana della voce narrante dei menu. Pertanto a meno che voi non siate madrelingua inglese, difficilmente sarete in grado di “codificare in tempo reale” quello che viene descritto.


Ad ogni modo, nel mio caso, pur facendo finta di comprendere quanto veniva descritto in inglese, ho notato quello che altri recensori stranieri hanno fatto rilevare, cioè che le frasi si accavallino tra di loro, invece di sentire pause chiare tra un'informazione e l'altra, e questo nonostante siano presenti differenti velocità per la voce narrante.


Per i giocatori con gravi compromissioni alla vista mancano, inoltre, o sono quasi del tutto assenti, segnali sonori che aiutino ad indicare i punti nella mappa, la navigazione negli ambienti o l'orientamento nei corridoi.


Per chi invece ha una disabilità fisica che interessa gli arti superiori, Halo: Campaign Evolved si presenta come un titolo relativamente accessibile grazie alle numerose possibilità di personalizzazione dei controlli.  

La rimappatura completa dei comandi e le opzioni per modificare sensibilità, zone morte degli stick e altri parametri consentono di adattare l'esperienza alle proprie capacità motorie, riducendo alcune delle difficoltà legate all'utilizzo del controller o di mouse e tastiera.  


Vi è anche la possibilità di intervenire sulle impostazioni di difficoltà che può contribuire a rendere la progressione meno impegnativa dal punto di vista fisico.  

Tuttavia, trattandosi di uno sparatutto in prima persona basato su movimenti rapidi e sulla gestione contemporanea di mira e spostamento, alcune sezioni possono risultare ancora impegnative per chi presenta limitazioni motorie significative agli arti superiori.  

Nel complesso, l'ampia gamma di opzioni di configurazione rappresenta un valido aiuto per personalizzare la campagna e renderla più confortevole da affrontare


 

Master Chief, c’è, è qui, ed è tornato per restare

In definitiva, Halo Campaign Evolved riesce indubbiamente nell’effetto nostalgia, il team di Xbox Studios, ha rielaborato il gioco con migliorie di non poco conto, mantenendo intatti tutti gli aspetti che hanno decretato il successo del prodotto.


Un lavoro di cura coraggioso, in un momento incerto per il futuro del franchise, (n.d.r. dopo la recente ristrutturazione in casa Xbox ad oggi non si hanno notizie della lavorazione di nuovi giochi della serie, nemmeno per Project Helix), dunque questo remake è uscito in un momento di difficoltà che segue il recente abbandono della serie TV, chiusa dopo la seconda stagione.


In questo contesto, i fan di Halo, avevano bisogno di un segnale forte, per dire, Master Chief, c’è, è qui, ed è tornato per restare. Così sono usciti con questo titolo del tutto inaspettato, che, non delude affatto, ma anzi può costituire una solida base, magari per un progetto più ampio di remake dei primissimi titoli, un po’ come ha fatto la Capcom con Resident Evil. D’altronde, questa serie, videoludicamente parlando, ha diverse fasi epiche che valgono la pena di essere vissute, almeno per chi si definisce un videogiocatore amante degli FPS.


Sul fronte dell’accessibilità il limite più grande, riguarda chi ha una disabilità visiva particolarmente accentuata e necessita di indicazioni sonore, deve prestare attenzione, questo titolo può non fare al caso suo, in quanto è indispensabile un aiuto esterno.  


Nel caso invece si patologie oculari non importanti, le opzioni di personalizzazione vengono in soccorso, essendo particolarmente curate e tali da coprire ogni fascia di utenza.

Se invece avete delle disabilità fisiche o psichiche che incidono sulla mobilità degli arti superiori o sulla prontezza di riflessi, in Halo esistono parecchie opzioni di accessibilità, ma rimane in ogni caso un FPS frenetico, dove la reattività è fondamentale. In questo senso le opzioni introdotte, rendono sicuramente l’esperienza più fattibile, facendo il possibile per migliorare l’esperienza ludica.

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