top of page

Duskfade cita la old gen in tutto: compresa l'accessibilità... assente



L’era PS2 è passata d’un pezzo, ma Duskfade, con il suo gameplay che sembra arrivare direttamente da quegli anni e i suoi colori pastello, ci ricorda tanto quel tempo in cui perdersi all’interno di un gioco era scontato e, forse, anche un po’ più affascinante. Un pregio che, però, porta con sé anche uno dei limiti più evidenti di quell’epoca: un’accessibilità pressoché assente.


Una trama profonda

La trama è quanto di più semplice e ben inserita nel gameplay, se non fosse che al suo interno vi è un tema molto più profondo: la perdita di un proprio caro e la conseguente accettazione del lutto che, in questo caso, accompagnerà il protagonista per tutto il viaggio.


Zirian vive nella città di Ticchettopoli, dalle ambientazioni clockpunk, popolata in totale coesistenza da umani e nuvolani, buffe creature dall'aspetto di nuvole antropomorfe. Insieme alla sorella Allira, sono orfani e vengono cresciuti dal proprio nonno, un mastro orologiaio che da lì a poco li avrebbe lasciati. Allira, che eredita le abilità del nonno, non accetta la sua scomparsa e decide di riportarlo in vita attraverso un marchingegno che, proprio sul punto degli ultimi ritocchi finali, esplode dando vita ad una dimensione piena di creature misteriose, cristalli e strani orologi.


È proprio all’interno di questa dimensione che Zirian farà conoscenza di Cucù, di cui il rapporto punzecchiante tra i due ricorderà quello tra Jak e Daxter; il piccoletto è un uccellino robotico che lo accompagnerà nel viaggio alla ricerca della sorella e a scoprire cosa sia realmente accaduto.



Zirian imbraccia così una lancetta a forma di spada, ed anche qui gli sviluppatori non mancano di citazionismo ispirando il design dell'arma a quella di Kingdom Hearts, dando vita a quello che è per tutto un action dalle ambientazioni platforming: combatteremo i mostri con attacchi semplici e pesanti, attacchi speciali che abbatteranno le difese del boss di turno ma avremo a disposizione anche gadgets particolari che serviranno per aggrapparci e dashare per superare ostacoli e raggiungere la nostra destinazione.


Come detto in precedenza, le ambientazioni sono in stile clockpunk, ovvero un mondo in cui la tecnologia è basata soprattutto su ingranaggi e meccanismi a orologeria, un open world dalle ambientazioni fiabesche che ricordano molto quelle di Spyro.


Qualche sbavatura qua e là...

Un titolo che non manca di citazionismo ma che, nonostante le ottime premesse, contiene delle sbavature, evidenti pur se risolvibili in una futura patchfix: nella versione pc che abbiamo testato, la telecamera non è mai precisa e nelle fasi combat più volte non manteneva l'aggancio con il bersaglio.


Le sezioni platform sono risultate notevolmente complesse per via del pg fluttuante, mancando di una coerente gravità: ogni atterraggio dopo un salto Zirian scivolava, cadendo conseguentemente da piattaforme, dirupi, in acqua e tra la lava.



Sì, ma l'accessibilità dov'è?

Nonostante ciò quello che è saltato all'occhio, come accede nelle nostre analisi, è che Duskfade, così come i titoli a cui si è ispirato, è carente di accessibilità e non lo nasconde neanche nel mondo di gioco.


Da open world quale sia, il titolo implica un'esplorazione dovuta: non ci sono segnali visivi, bussole o indicatori di sorta e, l'unica "scia" da seguire è stata quella di un percorso chiaramente visibile o quella delle gemme raccoglibili, la moneta spendibile all'interno del gioco. Una volta raccolte, fare backtracking o ricordarsi il percorso giusto poteva risultare frustrante; pur essendo dei veterani del gaming più volte può capitare di perdersi facilmente.




Quel che c'è...

Le uniche features presenti si limitano ad una manciata di impostazioni tra i vari menù. I sottotitoli sono attivati di default senza nessuna impostazione che ne riguardi la grandezza anche se sono limitati alle cutscenes e risiedono all'interno delle letterbox.


Vi è la gestione della sensibilità degli assi, la possibilità di disattivare il motion blur e un mixer audio composto da tre canali audio: generale, effetti e musica. Il remapping dei tasti è assente e, proprio in alcuni, potrebbe risultare difficile utilizzare le mosse speciali nelle fasi combat movimentate.


Infine, il selettore di difficoltà è relegato all'avvio di una nuova partita con i soliti 4 livelli: Modalità storia in cui i nemici fanno poco danno e cadere delle sporgenze non ha conseguenze sulla salute, Apprendista, Orologiaio e, la difficoltà più alta, Mastro Orologiaio.


Bello, peccato che...

Duskfade è, comunque, un titolo che vi consigliamo di recuperare: un action platform che non rinuncia al citazionismo della old gen, divertente da giocare e capace di offrire una sfida molto spesso ben calibrata.


Peccato, però, per un comparto accessibilità quasi del tutto assente, che finisce per limitarne inevitabilmente la fruizione da parte dei giocatori con disabilità; un’esperienza che avrebbe potuto trasformare le sue buone premesse in un'esperienza davvero più inclusiva.

 
 
 

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
bottom of page