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Assassin's Creed Black Flag Resynced: un classico che torna più accessibile che mai


Assassin's Creed: Black Flag, ben 13 anni fa, rappresentò uno dei punti più alti dell'intera saga ma anche l'inizio di una lenta e progressiva discesa qualitativa che avrebbe caratterizzato i capitoli successivi di Ubisoft. Il ritorno di questo episodio in versione modernizzata ci ricorda di quanto fosse immersiva l'esperienza già all’epoca: capace di unire esplorazione, combattimenti navali, atmosfera piratesca e una libertà di gioco che ancora oggi riesce a distinguersi nel panorama della saga, e non solo. 


Le vibes sono le stesse di allora

La trama è rimasta pressoché invariata, se non con qualche limatura nella scelta di alcune sottotrame che si svilupperanno lungo la storia. Perciò, Edward Kenway si imbarca in un'avventura piratesca, stanco di una vita mediocre, solcando i mari caraibici per accrescere la propria fortuna e costruire una vita migliore insieme alla sua amata Caroline. Quello che ne consegue, però, è l'incontro con un Assassino, Duncan Walpole, che Edward ucciderà per poi assumerne l'identità, ritrovandosi coinvolto in una fitta rete di cospirazioni templari, misteri e spettacolari battaglie navali piratesche. 


Se la storia non si muove, è il gameplay che subisce un grosso cambiamento: le meccaniche sono state svecchiate, partendo da quelle che erano le tipiche e “semplicistiche” fasi combat dei vecchi AC, in favore di un nuovo sistema più completo basato su attacco, parata e, soprattutto parry, movenza che apre all'uccisione dell'avversario con una finish, risultando così più sfidante (e soddisfacente) rispetto ai primi capitoli della saga. 


Al comando della Jackdaw, la nave di Edward, invece, non avvengono importanti cambiamenti, se non per l'aggiunta di nuovi attacchi secondari e di abilità speciali fornite dal reclutamento di 4 nuovi personaggi, reclutabili tramite missioni secondarie costruite appositamente per loro.



Il comparto grafico è, per ovvie ragioni, l'aspetto che ha beneficiato maggiormente di questo rifacimento: ambienti, modelli e illuminazione sono stati ricostruiti da zero, mentre le cutscene sono state interamente ricreate sfruttando il più recente motore grafico di Ubisoft, già impiegato in Assassin's Creed Shadows. Ne si vedono maggiormente gli effetti durante i combattimenti navali con esplosioni e fumi ben realizzati. L'obiettivo è stato quello di preservare l'identità visiva dell'originale, elevandola però agli standard tecnici attuali con un livello di dettaglio e una qualità complessiva nettamente superiori. Missione compiuta!


Accessibilità DA PREMIO!

Il lavoro di modernizzazione attuato in Resynced coinvolge per fortuna anche l'aspetto inclusivo, frutto dell’enorme esperienza maturata negli anni da Ubisoft,  che l'ha portata a conquistare numerosi premi sull'accessibilità all'interno dei suoi titoli. L’ultimo, ma non meno importante, è il Best in Accessibility ai Canadian Game Awards 2026, ma anche il Best Deaf & Hard of Hearing Accessibility ai GAConf Awards 2025 e la nomination ai The Game Award del 2025 nella categoria Innovation in Accessibility (vinta per un soffio da Doom The Dark Ages, con merito). 


Resynced non eredita perciò da Shadows solo il motore grafico, bensì pure gran parte delle sue novità sul fronte dell'accessibilità. Tra queste spiccano i nuovi indicatori visivi per gli attacchi in arrivo, che rendono i combattimenti più leggibili, oltre ai marcatori dedicati ai punti di interesse e agli obiettivi chiave durante le missioni, pensati per migliorare l'esplorazione e rendere più inclusiva la fruibilità dell'esperienza. 



L’intervento di Ubisoft non si limita però solo alle interazioni visive in game, ma coinvolge anche un ampio spettro di opzioni che influenzano la difficoltà di gioco. Infatti, è innovativa la suddivisione di difficoltà per tipologia di gioco: è possibile calibrare la difficoltà di combattimento così come quella dei combattenti navali ma anche quella delle attività e delle fasi stealth. 


Anche per i movimenti del personaggio risiedono opzioni ad hoc che rendono le corde acrobatiche più semplici, raccolta automatica dei bottini, ossigeno illimitato durante le immersioni, il salto dei QTE e la ricarica automatica delle pistole.


Sotto l’aspetto del remapping vi è anche qui una suddivisione dei comandi modificabili per la gestione del personaggio, con tante impostazioni per modificare le pressioni singole e prolungate dei tasti, della gestione delle fasi navali ma anche delle varie scorciatoie dei menu. 


L’interfaccia è quella maggiormente modificabile per dimensione del testo, colori, opacità dell’HUD ed ogni elemento presente al suo interno, dalle icone delle attività e dei punti di interesse agli avvisi in sovraimpressione. 


Infine, anche il comparto audio non è stato trascurato, e c’è una grande varietà di tracce interessanti, tra cui quelle modificabili da riprodurre sulla nave, tutte a partire dai noti canti marinareschi sulla Jackdaw (alcuni sono anche nuovi!).



Cosa aspettarsi, quindi?

Assassin’s Creed IV: Black Flag Resynced si presenta come una riedizione solida che fa esattamente quello che ci si aspetterebbe da un'operazione di modernizzazione ben concepita. Al netto del restyling visivo e dei ritocchi al sistema di combattimento, il vero valore aggiunto di questo ritorno, per quanto concerne questa rubrica come minimo, sta proprio nella grande cura riposta nel comparto dell'accessibilità. 


Sfruttando l'esperienza e le soluzioni già introdotte nelle sue produzioni più recenti, Ubisoft è riuscita a rendere un grande classico del passato decisamente più scalabile e fruibile per un pubblico ampio, grazie a una gestione snella delle difficoltà e a un'ampia personalizzazione dei comandi e dell'interfaccia. Un aggiornamento funzionale e concreto, che restituisce il titolo alle piattaforme odierne garantendo praticamente a chiunque di poterne fruire secondo le proprie esigenze.


 
 
 

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