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Forza Horizon 6 e l'incredibile lavoro di Playground Games sull'accessibilità

Strade giapponesi, motori ruggenti e un’accessibilità sempre più evoluta. Forza Horizon 6 non è solo una celebrazione della cultura automobilistica del Sol Levante, ma anche un nuovo punto di riferimento per il gaming inclusivo.


Conoscete per caso Forza Horizon 6? È quel titolo che già nell’Early Access, prima ancora del lancio ufficiale, aveva sfiorato i 200.000 giocatori contemporanei su Steam

Complessivamente nella prima settimana dal lancio, considerando le piattaforme, Xbox Series X, Xbox Series S, PC, Steam e naturalmente Xbox Game Pass, ha superato i 6 milioni di giocatori, segnando il miglior debutto di sempre per la serie, memore anche degli ottimi dati di vendita nel 2025 su Playstation di Forza Horizon 5, con oltre 5 milioni di unità, che ha fatto conoscere la serie anche sulla piattaforma di Sony fino ad allora esclusa.



È inutile dunque che vi stia a parlare del titolo in sé, di recensioni, filmati, prove, walkthrough, turorials ormai ce ne sono a iosa che dimostrano la bontà del lavoro fatto da Playground Games. Parlerò quindi in generale delle mie sensazioni da appassionato della serie, concentrandomi sull’aspetto dell’accessibilità.


Come amante della serie e del Giappone in generale, posso dire che questo gioco incarna il sogno di ogni fan, soprattutto di chi nutre una profonda passione per il Sol Levante. Vi ritroverete a scorrazzare tra le strade di Tokyo: quartieri industriali, zone portuali, passi di montagna e aree rurali giapponesi, con la qualità che da sempre contraddistingue il lavoro di Playground, in quello che può tranquillamente essere definito come uno degli arcade di corse più completi e spettacolari in circolazione.


Se tecnicamente assomiglia molto a Forza Horizon 5, il lavoro di affinamento, perfezionamento e miglioramento in questo nuovo capitolo si nota in ogni aspetto.

La vera novità del titolo riguarda la giocabilità, con un ritorno alle origini. Rispetto all’ultimo capitolo della serie, dove il gioco ti ricopriva di una miriade di attività da fare senza alcuna logica, unicamente come scusa per sbloccare nuovi punti della mappa, qui, invece, la progressione è più lineare e scandita da tappe ben precise. Vincendo sfide e completando attività, si sbloccheranno nuovi livelli e nuove auto sempre più prestanti.



Personalmente ero più affezionato all’impostazione delle edizioni precedenti, con le quali sono cresciuto. Avere immediatamente a disposizione tutto e subito, come gare, eventi ed autovetture, permette di concentrarsi sull’esplorazione della mappa. Con il nuovo approccio invece, il giocatore, per progredire, deve per forza vincere un numero limitato di gare e sfide.


Se l’approccio adottato con gli ultimi Forza Horizon è pertanto generalista, pensato per un pubblico casual, quello riportato in auge da Forza Horizon 6 è più indicato per giocatori esperti che vogliono sviscerare il titolo a fondo e prediligono le sfide di corsa, piuttosto che l’esplorazione della mappa e le varie attività di contorno disseminate qua e là.


Ma Playground ha pensato sia ai giocatori dell’ultima ora che ai veterani che prediligono il vecchio approccio, introducendo due modalità che cambiano radicalmente la progressione della storia nel gioco. Di fatto, nel menù Impostazioni, nella sezione Accessibilità esperienze di gioco è possibile scegliere tra Progresso storia Standard, con sfide da completare per progredire e Progresso storia Garantito. 



Parlando delle cose da fare, se pensavate che fossero già troppe in Forza Horizon 5, qui si sono addirittura superati, aggiungendone di nuove. Oltre alle gare classiche che i fan della serie conoscono bene, in Forza Horizon 6 trovano spazio anche eventi più specifici come le gare Touge, perfette per valorizzare i passi di montagna giapponesi, e gli eventi legati ai braccialetti della progressione. Per quanto riguarda invece i collezionabili, il gioco ruota soprattutto attorno alle nuove Mascotte Regionali, ognuna presente in ogni regione del gioco, e alle Insegne bonus che ricompensano il giocatore con crediti. A questi si affiancano anche Punti di interesse, Scoperte stradali, Auto tesoro e Ritrovamenti nei fienili, elementi che spingono a esplorare ogni regione e rendono la caccia al completamento una parte integrante dell’esperienza ludica.

 

 Sullo sfondo le Mascotte Regionali, i nuovi collezionabili presenti nel gioco.


Anche in questo nuovo capitolo non poteva mancare la consueta Modalità fotografica. Ho usato parecchio questa modalità soprattutto durante le prime ore, perché il Giappone ricreato da Playground invita continuamente a fermarsi nelle zone più iconiche del paese. Come nelle precedenti edizioni, l’editor è immediato ed intuitivo consentendo d’intervenire su diversi parametri, come inquadratura, filtri, messa a fuoco e profondità di campo, trasformando ogni auto e ogni scorcio della mappa in una piccola cartolina personale. In aggiunta, per chi ama ammirare il paesaggio è presente la Modalità drone, particolarmente utile nell’individuare i gioielli nascosti.


Venendo alle prime sensazioni, le prime 2 ore di gioco le ho passate ad ammirare la cura dei dettagli, e fin da subito ho pensato di avere tra le mani il miglior titolo della serie di sempre. 

Il comparto audio, con musiche molto curate e una maggiore attenzione ai suoni dei motori e dell’ambiente, accompagna benissimo la cura dei dettagli delle vetture e la varietà della mappa giapponese. Si ha davvero la sensazione di sfrecciare tra quartieri urbani, strade di montagna e scorci riconoscibili della capitale giapponese, pur all’interno di una ricostruzione stilizzata e pensata per il gameplay.


Sotto il profilo tecnico della cura nei dettagli, l’unico aspetto, che mi ha lasciato un po’ perplesso, è vedere la città non animata, con pochissimi NPC (“personaggio non giocante”), d’altronde è un compromesso accettabile per avere una città ed un gioco con un elevato livello di dettaglio simile, limitazioni tecniche sono pertanto giustificate.

Da fan della serie appena avviato il gioco, ciò che mi ha fatto storcere il naso è stata la fase di personalizzazione del personaggio. Nonostante l’accuratezza nelle impostazioni del proprio driver in ogni aspetto, manca la possibilità di procedere al ripristino del personaggio salvato nei giochi precedenti. Così come non è possibile importare le auto presenti nel proprio garage nelle versioni precedenti di Forza Horizon. Molti giocatori, con il tempo, hanno creato dei garage con auto particolari, per l’acquisto delle quali hanno dovuto metterci impegno e dedizione ed è un peccato non offrire tale opportunità ai giocatori più affezionati della serie.  In fin dei conti, questa è una caratteristica delle serie, ogni gioco è sempre stato autonomo rispetto ai precedenti.


Una modifica sostanziale, particolarmente corposa e meritevole di menzione, riguarda il sistema delle abitazioni. Nei capitoli precedenti era infatti possibile acquistare nuove case con i proventi delle corse, utilizzandole principalmente come garage virtuali in cui custodire le proprie vetture, senza che offrissero ulteriori funzionalità degne di nota.



Ora è letteralmente possibile modificare le proprie abitazioni, per ciascuna si può personalizzare l’arrendamento del garage e degli esterni, comprando anche stili di design personalizzati della community. Mi sono quindi ritrovato a spostare alberi, legname, ecc, il tutto con un editor particolarmente intuitivo ed immediato e completo in ogni parte. Un sub-game gestionale all’interno del gioco vero e proprio.


La guida a sinistra 

Una particolarità di Forza Horizon 6, ambientato appunto in Giappone, è la guida sulla corsia di sinistra, con le auto giapponesi dotate del volante a destra. Tuttavia, nel gioco sono presenti anche numerosi veicoli occidentali che mantengono la configurazione opposta, con il volante a sinistra. Se siete abituati a utilizzare la visuale dall'abitacolo, potrebbe quindi risultare insolito sorpassare sulla destra mentre guidate un'auto occidentale.


L'accessibilità

Dopo aver analizzato le impressioni generali suscitate dal gioco, è arrivato il momento di concentrarci sul vero fulcro di questa recensione: l’accessibilità. Come sapete, Forza Horizon è da sempre una serie all’avanguardia sotto questo aspetto e, con il capitolo precedente, è riuscita persino a conquistare il premio per l’innovazione nell’accessibilità ai The Game Awards del 2021. Se pensavate che Playground Games non potesse alzare ulteriormente l’asticella, vi sbagliavate: per quanto possa sembrare incredibile, lo studio è riuscito ancora una volta a superarsi. 


Dunque, dopo il menu principale dove abbiamo notato una voce narrante che riproduce i menù per gli ipovedenti. Andando invece nel menù delle Impostazioni, si può notare che vi sono due voci dedicate all’accessibilità: Accessibilità e Accessibilità Visiva.

Nel menù Accessibilità si inizia immediatamente con un’impostazione fondamentale per chi ha difficoltà che comportano un rallentamento dei riflessi motori, chiamata Velocità di gioco offline


Già presente nelle passate edizioni, tale impostazione, unicamente offline (non è infatti possibile usarlo nella modalità normale con la mappa collegata ai servers di gioco), consente quindi di giocare con un effetto slow motion, al rallentatore. Con tale caratteristica, il giocatore ha quindi il tempo per curvare, sorpassare ed accelerare in tutta tranquillità.



Sempre con riferimento all’Accessibilità motoria, bisogna guardare alle opzioni generali del gioco che consentono di intervenire, su vari parametri. Nella sezione Difficoltà, è possibile agire sui comandi di gioco, riducendo la difficoltà ed intervenendo sui Comandi di aiuto alla guida, impostando Sterzo e frenata assistiti, Controllo di trazione e di Stabilità, Cambio automatico, l’indicatore visivo della Traiettoria e l’ormai classica opzione distintiva di Forza Horizon del Riavvolgimento, che consente di far ritornare indietro il tempo di 5 o 10 secondi qualora abbiate commesso un errore nella guida, semplicemente premendo il tasto Y.


Successivamente, sempre nel menù generale per l’Accessibilità, è presente una sezione dedicata alla Lettura schermo. Tale sezione permette di personalizzare in modo preciso la voce narrante dei menu. Di fatti, oltre alla semplice attivazione, è possibile regolarne volume, velocità e tono, scegliere la voce da utilizzare e decidere se far leggere in automatico menu e descrizioni delle opzioni. Sono presenti anche funzioni pratiche, come l’interruzione della lettura quando si cambia selezione e la possibilità di riascoltare l’ultima informazione, rendendo la navigazione più chiara e accessibile per giocatori ipovedenti o con difficoltà nella lettura.


Ulteriori opzioni, sempre inerenti alla lettura dello schermo, permettono inoltre di gestire le indicazioni vocali durante la gara, simili a quelle del navigatore nel rally (ndr. il secondo pilota), che anticipa curve, ostacoli e informazioni utili sul tracciato.

 

Passando invece al menù Accessibilità Visiva, troviamo anzitutto una prima parte interamente dedicata al menù, con la possibilità di agire sulla leggibilità generale dell’interfaccia. Le opzioni permettono di aumentare le dimensioni del testo, rendere più evidenti le informazioni a schermo e migliorare il contrasto tra scritte, icone e sfondo. Si tratta di interventi apparentemente semplici, ma fondamentali per chi ha compromissioni visive, perché rendono la navigazione tra le schermate più chiara e meno faticosa.


Tra le impostazioni più interessanti rientrano quelle dedicate alla dimensione dei caratteri, pensate per chi fatica a leggere testi troppo piccoli, e soprattutto la modalità contrasto elevato, che non riguarda semplicemente l’interfaccia, ma interviene direttamente sulla resa visiva dell’ambiente di gioco.



La modalità contrasto elevato è una delle opzioni più importanti per l’accessibilità visiva perché non si limita a intervenire sui menu, ma rende più leggibile l’ambiente di gioco. Questa funzione permette di separare meglio gli oggetti chiave dall’ambiente, intervenendo su elementi come la propria auto, le vetture rivali, la strada, gli alberi, i segnali e parti dello scenario, così da renderli più riconoscibili durante la guida. L’ambiente di gioco è quasi interamente personalizzabile: il giocatore può regolare l’aspetto degli elementi evidenziati scegliendo combinazioni cromatiche più adatte alle proprie esigenze.


In un titolo come Forza Horizon 6, dove si guida spesso ad alta velocità in scenari molto ricchi di dettagli, questa soluzione può fare una grande differenza. Un ambiente meno confuso, con strade, veicoli e oggetti importanti più facili da distinguere, aiuta il giocatore a leggere meglio la scena, soprattutto in condizioni complesse come gare notturne, pioggia, traffico o percorsi cittadini molto affollati. Questa impostazione risulta particolarmente utile per giocatori ipovedenti, daltonici o con difficoltà nel distinguere oggetti e superfici quando colori e dettagli si sovrappongono. Non è quindi una semplice modifica estetica, ma uno strumento pensato per migliorare orientamento, percezione dello spazio e sicurezza nella guida. In questo modo, chi ha problemi di vista, daltonismo o semplicemente preferisce una scena di gioco più leggibile può adattare il titolo al proprio modo di fruirlo, senza compromettere l’esperienza di guida e senza sentirsi escluso dalle parti più importanti del gameplay. Modificando tali impostazioni mi sono ritrovato con una macchina completamente rossa, su una strada blu, con sfondo giallo. Colori netti, che dividono in modo chiaro gli elementi dello schermo.


 

In definitiva

Il gioco è migliorato tantissimo in ogni aspetto, offrendo opzioni di personalizzazione per venire incontro al modo di giocare e alle preferenze di ciascun giocatore, con l’obiettivo di non dimenticare proprio nessuno. È questa la filosofia che permea l’intero gioco e che Playground Games ha affinato nel tempo e che qui raggiunge l’apice.


Che amiate le corse pure, le sfide multiplayer o più semplicemente preferiate esplorare liberamente le strade del Giappone alla ricerca di collezionabili, punti d’interesse ed easter eggs, potete stare tranquilli: Forza Horizon 6 ha qualcosa da offrire a ogni tipo di giocatore.


Una menzione particolare va però riservata all’accessibilità: indipendentemente dal tipo di disabilità o dalle esigenze specifiche di ciascun giocatore, Playground ha dimostrato di aver pensato davvero a tutto, offrendo strumenti e soluzioni pensati per facilitare ogni aspetto dell’esperienza di gioco sia per chi ha una disabilità visiva sia per chi ha una disabilità cognitiva o fisica.


Un impegno concreto che trasforma Forza Horizon 6 in uno degli esempi più virtuosi di come il videogioco possa essere realmente accessibile a tutti.



 
 
 

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