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PEI e PDP in digitale senza impazzire: piattaforme, criteri di scelta e un flusso di lavoro che funziona davvero

Nelle scuole il problema non è più “mancano gli strumenti”. È scegliere quelli giusti e usarli in modo coerente, senza trasformare PEI (Piano Educativo Individualizzato) e PDP (Piano Didattico Personalizzato) in un puzzle di file sparsi, versioni diverse, firme mancanti e chat infinite. Il digitale ha moltiplicato le possibilità. Non sempre ha semplificato il lavoro.

Per chi lavora sul sostegno, la domanda pratica è questa:


Quale software (o piattaforma) mi aiuta a costruire un PEI/PDP utile, condivisibile e aggiornabile, senza rubare tempo alla didattica?


E soprattutto: mi aiuta a pensare meglio o solo a compilare più velocemente?


In questo articolo ti proponiamo un approccio “ForAllWe style”: pochi concetti chiave, checklist, confronto ragionato e un workflow replicabile.


Illustrazione digitale di tre insegnanti che collaborano attorno a un laptop con checklist PEI e PDP, con tablet, schede e strumenti per l’inclusione su un tavolo in aula.

Prima regola: la piattaforma non “fa” l’inclusione (ma può farla fallire)

Un buon digitale non è quello con più funzioni.È quello che ti permette di:

  • scrivere meglio (domande guidate, struttura chiara, meno dimenticanze)

  • lavorare in team (curricolari, sostegno, famiglia, specialisti)

  • tenere traccia (osservazioni, revisioni, allegati)

  • portare tutto nella pratica (obiettivi osservabili, routine, strumenti davvero usati)

Se lo strumento complica queste cose, ti farà perdere tempo e - spesso - renderà i documenti meno utili.


Cosa deve avere un software “da sostegno” per PEI e PDP


Checklist essenziale (da usare prima di scegliere)

Spunta mentalmente. Se mancano più di 2 voci, valuta bene.

  • Compilazione guidata (domande/step): riduce errori e “buchi” nella stesura

  • ICF/ICF-CY integrato (per PEI su base ICF): utile per non restare nel generico

  • Collaborazione: accessi e ruoli (chi vede cosa, chi modifica cosa)

  • Esportazione: PDF/Word e archiviazione ordinata (anno scolastico, alunno, versione)

  • Gestione allegati: relazioni, griglie di osservazione, verifiche adattate

  • Storico e revisioni: “cosa è cambiato” e quando

  • Privacy & gestione accessi: soprattutto se entrano in gioco più figure


4 soluzioni (diverse) che trovi già usate nelle scuole

Qui non cerchiamo “la migliore in assoluto”, ma la più adatta al tuo contesto.


1) COSMI ICF (PEI) e COSMI PDP (PDP)

Se la tua scuola lavora già con COSMI, il vantaggio è evidente: un sistema dedicato per PEI su base ICF e un ambiente parallelo per PDP. COSMI ICF nasce proprio come piattaforma online per la redazione del PEI in ottica ICF.

Quando ha senso

  • scuola che vuole standardizzare il processo

  • bisogno forte di uniformità tra classi/team

  • gestione istituzionale e “ufficiale” dei documenti

Attenzione a

  • curva di adozione (tutti devono usarlo, non solo il sostegno)


2) SOFIA ICF (Erickson) – compilazione guidata

SOFIA punta su un’idea molto concreta: ti accompagna con domande e collega le risposte a una tassonomia ampia (con riferimenti ICF-CY consultabili dentro la piattaforma).

Quando ha senso

  • team che ha bisogno di una guida per scrivere in modo più “solido”

  • docenti che vogliono ridurre il rischio di PEI descrittivi ma poco operativi

  • contesti dove serve “struttura” per non perdersi

Attenzione a

  • non delegare alla piattaforma la parte educativa: le scelte restano tue


3) Sostegno PRO+ (PEI, PDP, PAI)

È presentato come sistema di gestione per PEI/PDP/PAI con supporto anche tramite AI.

Quando ha senso

  • scuola che vuole un unico contenitore per più documenti

  • necessità di organizzazione e standardizzazione su più piani (non solo PEI)

Attenzione a

  • chiarire bene il perimetro: cosa viene “automatizzato” e cosa resta responsabilità del team (soprattutto su testi sensibili e decisioni didattiche)


4) (Complementare ai documenti) GECO BES per portare la progettazione nella routine

Non è una piattaforma per scrivere PEI/PDP, ma è utile citarla qui perché risolve un problema reale: passare dal documento alla quotidianità, con attività e materiali pronti (software + libreria risorse).

Quando ha senso

  • primaria / primi apprendimenti

  • bisogno di routine strutturate e attività osservabili

  • necessità di “materiali pronti” adattabili senza reinventare tutto


Mini-confronto rapido (per scegliere senza perdere giornate)

Se ti serve…

Potresti guardare prima…

Perché

PEI su base ICF “istituzionale” e standardizzato

COSMI ICF

È pensato proprio per PEI in ottica ICF

Compilazione guidata con domande e struttura forte

SOFIA ICF

Riduce dimenticanze e supporta la stesura

Un contenitore unico per più documenti (PEI/PDP/PAI)

Sostegno PRO+

Approccio gestionale “all-in-one”

Trasformare obiettivi in attività quotidiane (non solo carta)

Materiali e attività pronti, osservabili


Un flusso di lavoro “anti-caos” (copiabile da domani)

Qui il punto non è quale piattaforma scegli, ma come la usi.


Step 1 - 20 minuti di osservazione “mirata” (prima di scrivere)

Raccogli solo ciò che serve a rendere il piano operativo:

  • cosa funziona (contesti, compiti, mediatori)

  • cosa manda in crisi (carico cognitivo, tempi, consegne)

  • quali barriere ambientali ci sono (rumore, transizioni, testi, valutazione)

Se non hai questi dati, qualsiasi piattaforma produrrà un documento “bello” ma poco utile.


Step 2 - Bozza “a obiettivi osservabili”

Per ogni area, scrivi obiettivi che si possano vedere:

  • “partecipa” → come? per quanto? in quale attività?

  • “migliora l’autonomia” → su cosa? con quale supporto? con quale criterio?


Step 3 - Strategie e strumenti che userai davvero

Qui è dove spesso crolla tutto: si elencano strumenti perfetti che poi non entrano mai in routine.

Scegline pochi, ma stabili:

  • 1–2 strumenti compensativi reali

  • 1 modalità di consegna adattata costante

  • 1 routine di supporto (anticipazioni, agenda, check-list…)


Step 4 - Condivisione con il team (e micro-accordi)

Non chiedere “ok?” generico. Chiedi:

  • chi fa cosa

  • quando si rivede

  • quali segnali osserviamo per capire se funziona


Step 5 - Revisione breve ma frequente

Meglio 4 micro-revisioni da 10 minuti che una maratona di 3 ore a fine quadrimestre.


Errori comuni (e come evitarli)

  • Troppi strumenti → scegline pochi e usali sempre

  • Obiettivi non misurabili → rendili osservabili (criterio + contesto)

  • Documento scritto da una sola persona → anche 15 minuti di confronto migliorano tutto

  • Digitale = copia/incolla → la piattaforma deve aiutarti a “pensare”, non solo a compilare


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1 commento

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Prof. Artemio
28 minuti fa
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Generalmente non partecipo a blog o forum, ma ci tengo particolarmente a ringraziarvi per questa e altre guide che mettete online a disposizione di noi insegnanti. Complimenti e grazie !

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